Illuminazione stradale smart: un risparmio per i Comuni

L’illuminazione stradale smart può offrire un ampio margine di risparmio ai Comuni, grazie alla maggiore efficienza e ai servizi a valore aggiunto che consente di sviluppare. La rete dell’illuminazione pubblica, infatti, può essere un’infrastruttura abilitante per servizi di gestione e monitoraggio del territorio urbano con impatti notevoli in termini di miglioramento della qualità di vita dei cittadini.
Secondo il GSE, l’illuminazione pubblica copre una quota tra il 20 e il 30% della spesa energetica dei Comuni italiani. Un costo elevato dovuto principalmente al mancato ammodernamento dei punti luce. Sono ancora molto diffusi i pali con lampade a ioduri metallici o a vapore di sodio. I pali della luce sono poi distribuiti in maniera pervasiva. Una capillarità non sempre razionale, spinta dalla diffusa convinzione che avere più luce equivalga ad avere più sicurezza. Risultato: un modello di gestione altamente inefficiente.

 

Illuminazione stradale smart e risparmio

Ma quanto risparmierebbero i Comuni con un’illuminazione stradale smart? Secondo l’Enea, la riqualificazione dell’illuminazione pubblica su scala nazionale potrebbe generare un risparmio di 500 milioni di euro. Due gli interventi auspicati: la sostituzione delle vecchie lampade con lampade a LED; l’implementazione di sistemi di telecontrollo degli impianti. Il primo intervento è il primo passo, necessario ma non sufficiente, verso un’illuminazione stradale smart. Oltre a ridurre i consumi energetici tra il 40 e il 60% rispetto ai consumi medi attuali, le lampade a LED hanno minori costi di gestione e manutenzione, con una durata di vita compresa tra 50.000 e 100.000 ore. Tuttavia, è l’adozione di sistemi di telecontrollo che ha le maggiori potenzialità in ottica smart city.

Il punto luce può infatti divenire un palo intelligente se dotato di sensori. E se è capace di comunicare in modalità bidirezionale tutta la gamma di dati che è in grado di raccogliere. Le applicazioni sono innumerevoli. Se vogliamo limitarci all’efficientamento e alla riduzione degli sprechi possiamo pensare alle soluzioni di illuminazione adattiva: con i LED possiamo variare l’intensità di luce per adeguarla a specifiche situazioni di contesto, come può essere la presenza o meno di traffico veicolare o di pedoni.

 

Londra: esempio di illuminazione stradale smart

Una grande capitale europea che sta guidando questa transizione verso l’illuminazione stradale smart è senza dubbio Londra. Il progetto londinese di smart street lighting coinvolge 12.000 punti luce nell’area della City, riconvertiti a LED e gestiti tramite un sistema intelligente che ne determina i tempi di accensione e spegnimento, l’intensità e la temperatura colore, con una predilezione per i valori tra 2.000 e 4.000 gradi Kelvin, la cosiddetta luce calda. Tutti i led sono connessi tra di loro e integrati in una rete di sensori che coinvolge semafori, centraline di rilevamento dell’inquinamento atmosferico, sistemi di monitoraggio delle condotte fognarie. Cominciata nel 2018, l’installazione dei LED avrebbe dovuto ultimarsi nei primi mesi del 2020. Questo intervento sta determinando un abbattimento dei costi energetici del 60%.

 

Illuminazione stradale e servizi alla smart city

Sul tema dell’illuminazione stradale smart e dei servizi per la smart city, l’Enea ha lanciato PELL, Public Energy Living Lab. Si tratta di una piattaforma di monitoraggio e uno strumento al servizio di tutti i comuni che possono avere un’analisi delle proprie prestazioni e capire quali strategie adottare per migliorarle. Così sta facendo il comune di Livorno, prima città di dimensioni medio-grandi che ha provato a sposare e tradurre in azioni concrete questo approccio. Il comune toscano ha deciso di sostituire tutti i punti luce della città con 16.000 LED puntando ad un abbattimento dei consumi fino al 70%. Il progetto prevede anche l’adozione di sistemi di telecontrollo per sfruttare la rete di sensori di cui saranno dotati i punti luce. Le prime applicazioni riguarderanno i dati sul traffico, la disponibilità di parcheggi e i livelli di emissioni di CO2 in atmosfera.

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